Cronaca del Viaggio Esterno – Day 2 Belgrado-Sofia. Traffico, Pioggia, ancora Turchi e Ricordi Cinematografici

Appena partiti da Belgrado capiamo perché’ non faremo a tempo ad arrivare a Istanbul come avevamo previsto. Tutte le macchine attorno a noi hanno targhe tedesche, belghe olandesi. La grande migrazione turca estiva. Eppure molto tempo fa erano migrati in senso inverso…Lungo la strada e’ pieno di cartelli, ristoranti e hotel turchi. A quanto pare questo percorso e’ un vero e proprio business.

Attraversiamo Nis, e mi torna in mente Zona Zamfirova, un film ambientato in quelle zone che ho visto molto tempo fa. Canticchio “Zdravo Zivo Zona, sta ti radis doma”.

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Neanche il tempo di canticchiare, che inizia una pioggia battente e incessante, che ci accompagnerà fino a Sofia, impedendomi, come previsto, di suonare la fisarmonica in fila alla frontiera per intrattenere le macchine in fila e ingannare l’attesa. Fa freddo ed ecco che il maglione (altro consiglio di mamma) fa comodo.

Prima di arrivarci, pero’, subito dopo Nis, in direzione di Bela Palanka, attraversiamo una strettissima e spettacolare gola, da film western. La fretta di continuare il cammino visto il ritardo accumulato, mi impedisce di fotografarla. Il paesaggio mi ricorda, invece, un film Bulgaro, ambientato nei vicini Rodopi, Vreme Razdelno, e immagino davanti a me il volto del terribile Giannizzero che ne e’ protagonista.

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Il tempo per arrivare alla frontiera si allunga ulteriormente, perché la tratta Nis-Sofia del corridoio X e’ completata solo in parte. E meno male, se no ci saremmo persi la splendida gola.

4 ore di attesa alla frontiera, alcune passate a suonare la fisarmonica nel retro del furgone, fino a un attimo prima della dogana, finche’ Francesco non mi richiama dicendo: “esci da la dietro con quello strumento dal suono infernale, se no credono che trasporto clandestini“. Siamo in Bulgaria.

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E ci rimaniamo, abbiamo deciso. Non ha senso farsi altre 5 ore di frontiera giu’ a Kapitan Andreevo.

Meglio attendere il lunedì, sperando che il week-end porti via l’orda turca, e partire con i favori dell’alba, cercando di recuperare il tempo perduto nei prossimi due giorni.

Entriamo a Sofia. Canticchio “mira Sofia..”. Francesco mi guarda storto..

Ne approfittiamo per incontrare qualche amico: Elia, Alex e famiglia, che gentilissimamente come sempre ci ospitano.

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Resta il tempo di fare un giretto in uno dei miei bar preferiti, costruito in un vecchio granaio, conserva internamente la struttura del granaio stesso, e’ completamente illuminato solo da candele (bagno compreso), ed e’ frequentato da artisti e bohémien di vario genere. E stasera anche da noi.

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